News Youinnova

Acqua, risorsa sprecata.

 

Spreco d’acqua e sviluppo sostenibile: spunti e riflessioni su quello che l’innovazione puo’ fare per risolvere o ridurre il problema

 

E’ notizia recente che Citta’ del Capo (Sud Africa) e’ a corto d’acqua. Lo sviluppo non controllato della citta’, lo spreco d’acqua (soprattutto dalle tubature) ed i cambiamenti climatici (meno piogge durante l’inverno e molto caldo durante l’estate) hanno ridotto le riserve d’acqua del 90%, lasciando solo un 10% che dovra’ rifornire milioni di persone fino a Maggio quando, si spera, la nuova stagione delle piogge sara’ piu’ intensa.

Il problema di Citta’ del Capo non e’ isolato: pensiamo per esempio a quello che e’ successo la scorsa estate a Roma (citta’ che di solito non ha problemi d’acqua) e ad altre citta’ sparse per il mondo per gli stessi motivi elecanti sopra. Questo purtroppo, secondo i climatologi, sara’ un qualcosa che accadra’ sempre piu’ spesso.

Ora, pensiamo un attimo a come utilizziamo l’acqua nelle nostre case: utilizziamo la lavatrice solo quando e’ al massimo del carico? Ci laviamo i denti o ci facciamo la barba mantenendo l’acqua aperta dal rubinetto? Quanto rimaniamo sotto la doccia? Usiamo ancora la vasca da bagno? Quanto ci impiega la caldaia a mandarci l’acqua calda? Sembrano domande banali ma sono solo esempi di come l’acqua viene soprattutto sprecata.

Prendiamo per esempio l’uso del water: in media ogni volta che tiriamo lo sciacquone “sprechiamo” circa 15 litri d’acqua. Poi, ovviamente, ci laviamo le mani e siamo intorno al litro e mezzo d’acqua ogni volta. Considerando una famiglia di 4 persone che va al bagno 5 volte al giorno, significa che in una giornata abbiamo usato 320 litri d’acqua. Non abbiamo ancora considerato il cucinare, il lavare i piatti o la casa, l’uso della lavatrice, annaffiare il giardino, doccia, denti e cosi via.

Facciamo un altro esempio che riguarda noi Italiani: la pasta. La regola che ogni buon cuoco che si rispetti vi dara’ e’ di un litro d’acqua per ogni etto di pasta. Secondo una ricerca della Rai, un Italiano mangia 26 kg di pasta all’anno. Se ogni etto vuole un litro d’acqua ecco che per mangiare il nostro orgoglio nazionale usiamo 260 litri d’acqua a testa. Moltiplicate questo numero per tutti gli Italiani che mangiano pasta ed avrete MILIARDI di litri d’acqua. Aggiungete questo numero ai litri persi nello sciacquone (come detto prima) in un anno per persona e potete iniziare a capire la portata del problema (di nuovo, non abbiamo considerato ancora i litri usati per docce, lavaggio denti e cosi via).

Possiamo fare qualcosa per ridurre l’uso di un bene che non possiamo riprodurre artificialmente? Si e include due cose: un cambio di cultura e di abitudini (e forse questa e’ la parte piu’ dura e lunga da affrontare) ed ovviamente la scienza con molte possibilita’ per l’innovazione.

Torniamo alla pasta: possiamo cucinarla in modo diverso per risparmiare acqua? Si e ci sono gia’ stati molti cuochi che hanno suggerito come: usare una pentola a pressione invece di una normale pila/pentola. Con questo metodo servono 200 ml di liquidi ogni etto di pasta (n.b. per liquidi significa non solo acqua, ma anche il semplice sugo, quindi significa cuocere la pasta come se fosse un risotto praticamente). 

Si, lo so e vedo la vostra espressione da qui, ma facendo i conti di prima si risparmierebbero centinaia di milioni di litri d’acqua l’anno (e gli chef che l’hanno provata dicono che il risultato e’ ottimo).

Qual e’ il problema pero’? E’ che cucinare la pasta in questo modo e’ complicato perche’ i tempi di cottura sono diversi, cosi come il classico procedimento deve essere rivisto e noi di YouInnova lo sappiamo ormai: se una innovazione e’ complicata non funziona sul pubblico.

Soluzione? Barilla per esempio ha introdotto sui mercati esteri, un tipo di pasta che e’ ottimo per essere cucinato in questo modo (la pasta deve avere caratteristiche diverse dalla solita), ma la mia domanda in questo caso e’: se gli amici Giapponesi hanno una pentola elettrica fatta apposta per cucinare il loro riso, potremmo noi Italiani creare una pentola apposta per la pasta cotta in questo modo cosi da semplificare questo cambio di abitudini e risparmiare acqua?

Spostiamoci ora dalla cucina al bagno: il water. E’ possibile risparmiare l’acqua ogni volta che tiriamo lo sciacquone? Alcuni prodotti in commercio in Giappone per esempio possono aiutare: il loro sciacquone infatti, che si trova ad altezza d’uomo e non in alto come in alcune case, ha un mini lavandino sopra di esso che fa scorrere l’acqua ogni volta che lo si usa. Praticamente l’acqua che sta andando nello sciacquone per ricaricarlo puo’ essere utilizzata per lavarsi le mani (facendo un paio di calcoli una famiglia di 4 persone risparmia in questo modo fino a 24 litri d’acqua al giorno).

Un altro modo e’ dotare, obbligatoriamente per legge, ogni water con il doppio pulsante in modo da usare una quantita’ diversa d’acqua a seconda dello scopo. Poi ci sono le cellule fotoelettriche che fanno scorrere l’acqua solo su precisa richiesta (come si fa negli aeroporti). Ci sono poi soffioni delle docce eco-sostenibili che fanno risparmiare acqua mischiando l’acqua con l’aria in modo da avere un getto migliore usando meno acqua.

Queste sono cose che pero’ gia’ esistono e che dobbiamo solo adottare insieme ad un graduale cambio di abitudini e di mentalita’, ma credetemi: se pensate a tutte le attivita’ che facciamo giornalmente a casa e che richiedono acqua, vi assicuro che di idee per innovare questo campo sono infinite.

Vi faccio una lista delle mie idee piu’ strane: un dentifricio o sapone che non richiede l’uso d’acqua; un water chimico che ricicla i rifiuti corporei che poi possono essere usati come concime naturale; piatti antisporco che possono essere lavati solo con uno spray o con un semplice straccio umido; dispositivo per la caldaia che fa arrivare l’acqua calda entro pochissimi secondi.

Insomma, il limite e’ veramente solo la fantasia, ma abbiamo bisogno di queste innovazioni che possono sembrare stupide, ma in realta’ salverebbero il pianeta se consideriamo la legge dei grandi numeri (ovvero: miliardi di persone sul pianeta). Queste innovazioni poi potrebbero aiutare quelle popolazioni che non hanno accesso sicuro all’acqua, e questo significa, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanita’, circa 700 milioni di persone.

Poi, per finire, voglio ricordare che in alcune zone d’Italia le tubature perdono fino al 70% d’acqua al giorno (con una media nazionale intorno al 35%). Anche da questo punto di vista l’innovazione puo’ fare molto anche perche’ non siamo solo noi, nel mondo, ad avere tubature colabrodo: lo UK per esempio perde 3.3 MILIARDI di litri d’acqua dalle sue tubature OGNI GIORNO – fonte: The Indipendent; gli Stati Uniti perdono circa  12.3 MILIARDI di litri d’acqua OGNI GIORNO – fonte: EPA

Chi di voi accetta la sfida di trovare nuovi modi per risparmiare la nostra preziosa acqua? 

 

Un saluto a tutti da Francesco Loretucci